Barbagia
Più o meno 3 vite.
È il tempo minimo indispensabile per esplorare la parte di Sardegna con la più sconfinata collezione di meraviglie naturalistiche; la più alta concentrazione di borghi autentici; e il più alto tasso di ghiottonerie gastronomiche.
La Barbagia non è solo il cuore geografico dell’isola, è una vera e propria enciclopedia dove risiedono e convivono da millenni posti leggendari come Su Gorropu (uno dei canyon più grandi del continente); oasi sorgive come quella de Su Gologone, Is Caddaias, o Sa Stiddiosa; montagne epiche come il Supramonte, il Gennargentu, o Tiscali.
Se già conosciute queste località sapete di cosa sto parlando… ma se così non fosse, allora è vostro dovere rimediare!
I borghi di questo magico territorio non possono essere meno suggestivi della cornice naturalistica in cui sono incastonati: Oliena, Orgosolo, Mamoiada, Gavoi, Seulo, Aritzo o Belvì, giusto per citarne qualcuno. Ovunque capitiate ciò che troverete non sarà simile a nulla che già conoscete. L’ospitalità, il calore, la passione di un popolo che nei secoli ha fatto della propria tradizione il suo più grande orgoglio, e ciò si respira durante le passeggiate in questi scrigni fermi nel tempo, dove le strade sono profumate dalle tante pietanze che sono anche esse figlie di quella stessa tradizione: formaggi, salumi, pane, dolci, vino; bontà accompagnate da sorrisi, colori, ed emozioni, che solo una terra come la Barbagia è capace di trasmettere.