Quando il Creatore di tutte le cose, chiunque esso sia, distribuiva le ricchezze naturali ai vari territori del globo, la spiaggia di Capo Comino era là, in prima fila a beccarsi le migliori benedizioni e fortune che l’hanno resa uno dei luoghi più suggestivi ed incredibili al mondo.
Di questa famigerata bellezza se ne parla da sempre. Lo fa chi questo posto l’ha visitato rimanendone incantato, lo fa Sardenya che di incanti se ne intende, e l’ha fatto il cinema con Lina Wertmüller in “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”; con Carroll Ballard in “Black Stallion”; e con Guy Ritchie in “Swept Away".
Ma perché tutto questo gran chiacchiericcio attorno a Capo Comino?
Beh perché oltre ad essere tremendamente foto/videogenico, è anche il punto più orientale della Sardegna, e tutto, ogni singolo elemento naturale qui presente, crea un’armonia di colori, panorami e profumi impossibili da scordare.
Cotanta bellezza espressa da una soffice sabbia bianca e finissima fautrice di sceniche dune e di un arenile che scivolando in acqua crea un fondale marino basso e a prova di bambino; da uno stagno e da una salina che impreziosiscono un contesto naturalistico già straripante di habitat floristici e faunistici; e da un mare incantatore specializzato nell’ipnotizzare e sedurre le genti con la sua trasparenza cristallina, perfetta per circumnavigare con maschera e boccaglio l’Isola Rossa, od esplorare al largo della baia i relitti inabissati di una flotta dell’antica Roma, di un’imbarcazione militare della seconda guerra mondiale e di un aereo francese.
