E per gli amanti del genere “Chi eravamo 3000 anni fa”, ecco Janna ‘e Pruna, un graziosissimo tempietto votivo che direttamente dal XII secolo a.C. ci allieta con la sua storia millenaria e le sue atmosfere sensualmente ancestrali.
Un sito archeologico con gli attributi, sia nella forma che nella sostanza, costruito con blocchi di granito sapientemente disposti tanto che ancora oggi, a migliaia di anni di distanza, possiamo ammirarne la bellezza architettonica.
Un luogo mistico che aveva la funzione di catalizzare una spiritualità incentrata sul culto dell’acqua, bene sacro che oggi spesso si da per scontato ma che in epoca nuragica rappresentava una delle ricchezze di tale importanza per la popolazione locale, tanto da giustificare una venerazione divina a cui venivano dedicate numerose strutture sparse per tutta la Sardegna.
Che si trattasse degli abitanti del posto o di viandanti, quest’area sacra accoglieva le genti che portavano in dono preziose offerte lasciate all’ingresso del tempio, prima di accedervi e condividerne la sacralità accomodandosi nel nucleo circolare.
E come se non bastasse il fascino in se di questo tempietto in quel di Irgoli, tutt’attorno il paesaggio regala altri motivi di stupefazione sensoriale, dal Montalbo alle vallate del Riu Siniscola e del Cedrino, fino ad arrivare agli incantevoli panorami del Gennargentu e del Supramonte.
