Non sarebbe affatto una cattiva idea se gli orgosolesi installassero all’ingresso del paese un’enorme armadio in stile Cronache di Narnia.
Dopotutto Orgosolo è così, un luogo dove appena si oltrepassa lo sforacchiato cartello di benvenuto, si accede ad una dimensione parallela colorata di puro stupore ed incanto.
Colori che sono l’anima variopinta delle vie di un centro storico famoso in tutto il mondo per i suoi murales, opere d’arte popolare che testimoniano le vicende storiche susseguitesi nell’ultimo secolo in Sardegna, In Italia e nel resto del globo, dal Banditismo a Che Guevara, dall’importanza delle donne nella società, alle lotte dei popoli contro le guerre.
Muri parlanti e abitanti cantanti: Orgosolo è infatti la patria del Canto a Tenore, arte canora tradizionale del centro Sardegna e riconosciuta “Patrimonio Intangibile dell’Umanità” dall’UNESCO nel 2005.
Un’abbondanza di bontà artistiche che sono ancora più saporite se scoperte con in mano un cono di Pane Lentu con Purpuzza, e se non avete idea di cosa sia, cliccate qui, e occhio a non sbavare sulla tastiera.
E come se questo piccolo borgo barbaricino non fosse già abbastanza incantevole così, ecco palesarsi un contorno paesaggistico degno del miglior romanzo fantasy: foreste, valli, cascate, sorgenti incantate (Su Gologone), Canyon (Su Gorropu), e una marea di siti archeologici incastonati in ogni dove.
